Cultura - 03 aprile 2025, 08:31

VIDEO. La seconda prima volta di Maurizio Nichetti: «Qui al Baff perché è il posto giusto»

Dopo 25 anni di assenza, il regista milanese è tornato sul grande schermo con “AmicheMai”, pellicola che ha presentato ieri sera al Baff, raccontandosi e raccontando il mondo del cinema italiano

La platea del Cinema Teatro Fratello Sole ha accolto con il sorriso la proiezione di “AmicheMai”, pellicola che ha segnato il ritorno sul grande schermo di Maurizio Nichetti. Il regista milanese, classe 1948, mancava infatti da “Honolulu baby”, di inizio nuovo secolo. Nel suo curriculum cinematografico si ricordano gli iconici “Volere volare”, “Ladri di saponette”, “Il Bi e il Ba” e “Ratataplan”, quest'ultimo datato 1979 e opera prima che era stata riproposta al Baff proprio l'anno scorso. 

«Da 25 anni non facevo più film per il cinema – spiega Nichetti – Ho fatto tanto altro e non mi è mancato, anzi, mi è volato il tempo. Ora, scherzando, dico che ho fatto la mia seconda opera prima: in fondo l'emozione è la stessa, il rischio è lo stesso, il budget è lo stesso. Anche AmicheMai è un film senza soldi come “Ratataplan”. Spero che non si faccia un confronto con il passato, con “Volere Volare, “Ladri di saponette”; non voglio dire che questo film sia meglio, però che almeno sia nuovo, originale, come se l'avesse fatto un ragazzino. Proprio per questo mi sembrava che il Baff, un festival che dedica una rassegna alle opere prime, fosse il posto giusto. Ho grande amicizia e rispetto per il festival di Busto Arsizio che, oltre all'anno scorso, avevo frequentato altre volte. Una delle due protagoniste, Angela Finocchiaro prima di essere una bravissima attrice è un'amica, l'ho conosciuta quando aveva 16 anni e si era iscritta alla scuola “Quelli di Grock” a Milano che avevo appena aperto; con Serra Yilmaz compone una coppia perfettamente assortita». Alla serata erano presenti anche gli assessori Manuela Maffioli e Alessandro Albani. 

Il film, in “stile nichettiano”, racconta la storia di una veterinaria che parte insieme alla badante turca del padre defunto intraprendendo un viaggio attraverso i Balcani. Si scontreranno, avranno imprevisti ed alla fine il loro rapporto cambierà. 

Il regista milanese non ha risparmiato “frecciate” al mondo della televisione e del cinema, seppur con garbo e onestà intellettuale (video in basso), con uno stile che lo ha sempre contraddistinto e ne ha fatto una elegante e arguta “macchietta” del panorama artistico italiano: «La televisione ha bisogno di prodotti che tu riesci a capire anche se stai sparecchiando, non c'è mai una sorpresa reale. Fare un film che non sia per la tv oggi è da matti, ma non mi importa se non mi chiamano. A me interessa che il mio film “arrivi”, anche se non raggiungeremo i 2 milioni di spettatori».

Giovanni Ferrario

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