Inevitabile: a margine della recente conferenza stampa su una maxi-donazione all’Oncoematologia da parte di Ail – Associazione Italiana contro le Leucemie (vedi QUI), i cronisti hanno risollevato, con la direttrice generale di Asst Valle Olona, Daniela Bianchi, il tema dei posti letto nel futuro ospedale Busto/Gallarate. Un argomento che è tornato a suscitare discussioni e polemiche (vedi per esempio QUI). La miccia è stata la pubblicazione all’Albo pretorio dell’Azienda di una delibera con lo Studio di fattibilità per il “Grande ospedale della Malpensa”. In particolare, la tabella di pagina 16 indica 611 letti accreditati per la degenza ordinaria. Meno dei 773 posti contenuti nell’Accordo di programma, molti meno degli oltre mille che si ottengono sommando i posti degli ospedali oggi in funzione, a Busto e Gallarate. Il numero di 773 si ottiene, tabella della delibera alla mano, aggiungendo ai letti della degenza ordinaria i previsti 109 posti tecnici/culle/dialisi e i 53 posti letto day surgery / day hospital.
Il raggiungimento di quota 773 è, per i detrattori del futuro ospedale unico, un escamotage che maschera un gioco al ribasso ancora più marcato rispetto a quello su cui si è discusso a lungo. «Ma oggi i posti effettivamente attivi tra Busto e Gallarate sono già meno di 600 – ha affermato la Dg – e i numeri indicati nello Studio di fattibilità soddisfano le esigenze di programmazione di Regione e di Asst». Numeri ai quali Daniela Bianchi ha aggiunto un paio di sottolineature. La prima: «Si prevede la realizzazione di camere singole che, però, potranno anche ospitare due persone». Dunque l’accoglienza potenziale sarebbe nettamente superiore. Ma, secondo punto, non calcolabile con una semplice moltiplicazione per due: «Parliamo di una struttura che sarà flessibile, molto più capace di rispondere all’eventuale cambiamento delle necessità del periodo in cui sarà in funzione. Non è neanche detto che l’aggiunta di letti nelle stanze debba essere contemplata per altri pazienti, magari si ragionerà sui caregiver».
Sulla fatidica “quota 773”: «Quello è il numero dei posti letto, coerentemente con l’Accordo di programma».
Soddisfazione, infine, per i 23 progetti di nuovo ospedale presentati, lotto che sarà oggetto di scrematura. Seguiranno la scelta del vincitore e il bando per la progettazione esecutiva, la prima pietra dovrebbe essere posata nel 2027. «I lavori sono attualmente previsti in tre anni. Il trasferimento dovrebbe avvenire nel 2031»