Busto Arsizio - 02 aprile 2025, 08:11

VIDEO. Il Baff celebra la musica underground con Mauro Ermanno Giovanardi

Al teatro San Giovanni Bosco di Busto, protagonisti anche Marco Carusino e la special guest Cristina Donà, che hanno riportato sul palco lo spirito ribelle della scena musicale alternativa italiana degli anni Ottanta. Giovanardi: «Non ci interessava guadagnare, sentivamo l’urgenza di fare musica. Per me era un “all in”: dovevo dare il 110 per cento, altrimenti avrei fatto l’idraulico con mio padre»

Una serata all’insegna della musica underground, tra ricordi, suoni ed emozioni. Una storia di passione e sacrificio, di sogni inseguiti a tutti i costi e di una rivoluzione sonora che ha segnato un’epoca. Al Teatro San Giovanni Bosco di Busto Arsizio, il Baff ha acceso i riflettori su “Jesus Loves the Fools”, il documentario che racconta la parabola dei Carnival of Fools, band che tra la fine degli anni ’80 e i primi ’90 ha dato voce a una generazione assetata di nuova musica. Un viaggio nelle notti milanesi di un tempo, tra locali fumosi, vinili stampati con fatica e un’urgenza espressiva che non lasciava spazio a compromessi. Perché per Mauro Ermanno Giovanardi, voce e anima della band (e poi dei La Crus), e i suoi compagni d’avventura fare musica non era solo un mestiere, ma una missione: “all in”, senza riserve, senza rete di sicurezza.

La proiezione di Jesus Loves the Fools

L’evento è iniziato con la proiezione del documentario “Jesus Loves the Fools” (Italia, 2024), diretto da Filippo D’Angelo, Dimitri Statiris e lo stesso Giovanardi. Un racconto intenso e nostalgico che ripercorre la storia della band Carnival of Fools, attiva dal 1988 al 1994, e dell’energia travolgente di quegli anni. Il documentario è stato autoprodotto, come ha sottolineato Giovanardi nel dibattito che ha seguito la proiezione, condotto da Maurizio Pretelli: «Non ci interessava guadagnare, ma sentivamo la necessità, l’urgenza di fare musica. Per me era un “all in”: disposti a tutto, giocarci tutto. Dovevi dare il 110 per cento, altrimenti avrei fatto l’idraulico con mio padre. Eravamo visti un po' come alieni, ma la musica era l’unica cosa che volevamo fare».

La Milano musicale degli anni Ottanta e l’onda della Vox Pop

Negli anni Ottanta, sotto la patina patinata della musica commerciale, si agitava un fermento creativo che cercava nuove strade espressive. Milano era un crocevia di sperimentazione e di ribellione, dove si tentava di costruire un’alternativa alla musica mainstream, tra il declino della tradizione cantautorale classica e il vuoto lasciato dai grandi gruppi degli anni ’70.
Fu in quel contesto che nacque Vox Pop, un’etichetta discografica indipendente destinata a cambiare la storia della discografia italiana. Tra le prime pubblicazioni, Blues Get Off My Shoulder dei Carnival of Fools, band che ruotava attorno a Mauro Ermanno Giovanardi, già noto nella scena underground nazionale.

Live set e momenti di grande emozione

Dopo la visione del documentario, la serata è proseguita con un emozionante live set che ha visto sul palco Giovanardi, Carusino e Donà. La chitarra di Marco Carusino ha accompagnato brani iconici degli anni Ottanta, trascinando il pubblico in un viaggio sonoro carico di emozione.
Cristina Donà, che ha condiviso il palco con Giovanardi, ha ricordato con nostalgia quel periodo formativo e rivoluzionario: «Ricordo una grande sete di verità che per noi era la musica: mescolare tutto quello che ascoltavamo per farlo diventare nostro. Di quel momento ho un’idea fantasmagorica, surreale, con luce sparatissima, un suono pazzesco. Era l’unica piccola aula dove si poteva suonare un concerto. Per noi era una rivoluzione: avevamo portato in accademia la vita».

Un evento che celebra la cultura e la memoria musicale

L’evento ha visto la partecipazione dell’assessore alla cultura di Busto Arsizio, Manuela Maffioli, testimoniando l’importanza di mantenere viva la memoria musicale e culturale di un’epoca che ha segnato la scena italiana.
Quella del Teatro San Giovanni Bosco non è stata solo una serata di musica e cinema, ma un viaggio nel tempo, un omaggio a un movimento che, pur essendo nato ai margini del sistema, ha lasciato un segno indelebile nella storia della musica italiana.
 

Laura Vignati

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