Territorio - 26 marzo 2025, 07:18

Cardano al Campo celebra la fusione tra il Circolo Cooperativo Famigliare e Il Seme

Una serata di festa e di memoria ha sancito un passaggio storico per la comunità: la fusione tra il Circolo Cooperativo Famigliare e Il Seme, società cooperativa sociale impegnata nel supporto alle persone con disabilità

A Cardano al Campo si celebra la fusione tra il Circolo Cooperativo Famigliare e Il Seme.
L’evento si è svolto ieri sera nei locali dell’ex bar San Fermo, in via Cesare Battisti 1, luogo che per decenni ha rappresentato un punto di riferimento per i cardanesi.
A rendere ancora più significativo l’incontro è stato il risotto alla luganega, piatto della tradizione offerto ai presenti, come a sottolineare la continuità di valori che si tramanda nel tempo. Ma più del sapore della cucina locale, a rimanere impressa è stata la storia condivisa di due realtà che, pur diverse, affondano le proprie radici nel comune spirito cooperativo.

Dal 1945 a oggi: l’evoluzione del Circolo Famigliare

Fondato nel 1945, il Circolo Cooperativo Famigliare nasceva sulla scia delle cooperative cattoliche, con l’obiettivo di creare un luogo di aggregazione e un emporio di consumo per la comunità. «Il Circolo Famigliare è nato sulla scorta di quanto facevano già le cooperative rosse: avere un bar di ritrovo per il movimento cristiano cattolico e un emporio di consumo» ha ricordato Sergio Biganzoli, ex presidente.

Inizialmente situato in piazza, accanto all’oratorio, il Circolo si trasferì poi in via Battisti, dove ha continuato la sua attività fino ai giorni nostri. Con il tempo, però, le esigenze sono cambiate: l’emporio ha chiuso, il bar ha resistito fino a pochi anni fa, mentre gli ultimi spazi rimasti in affitto hanno cercato di mantenere vivo lo spirito di cooperazione. «Da un lato mi piange il cuore – ha ammesso Biganzoli – ma d’altra parte mi piace dare continuità».

L’eredità della cooperazione e il futuro con Il Seme

A raccogliere questa eredità è Il Seme, cooperativa sociale attiva nel supporto alle persone con disabilità e già riconosciuta come una delle realtà più importanti del territorio. «Non si può vivere solo di ricordi» ha sottolineato Mario Aspesi. «Sono testimone che Cardano ha un cuore grande. La cosa bella del Seme, così come della cooperativa, è che ha fatto diventare normale vivere e aiutare le persone in difficoltà».

Durante la serata, Enrico Aspesi, presidente de Il Seme, ha ripercorso la lunga storia della cooperazione in Italia, dalle idee mazziniane del 1832 fino alla divisione tra il filone socialista-comunista e quello cattolico, due anime che hanno segnato anche la storia sociale di Cardano. «Avendo a Cardano una realtà che dà lustro all’intera città, abbiamo deciso di proseguire con loro, con lo spirito di mantenere viva la cooperazione» ha ribadito Biganzoli.

Ma cosa ne sarà ora degli spazi dell’ex Circolo Famigliare? Davide Gabbani, direttore del Seme, ha chiarito l’orientamento della cooperativa: «Noi partiamo sempre dall’analisi del bisogno sul territorio. Abbiamo due équipe che ci stanno lavorando, non per un nuovo progetto destinato esclusivamente ai ragazzi con disabilità, ma per uno spazio aperto alla comunità, vivibile da tutti». L’obiettivo è avviare il progetto entro la fine dell’anno, garantendo così una continuità con la vocazione sociale del Circolo Famigliare.

Un legame con la storia

A suggellare questo passaggio di testimone, il sindaco di Cardano al Campo, Lorenzo Aspesi, ha offerto una riflessione sul valore della cooperazione nella comunità locale: «Non ci si può tirare indietro quando hai questa cardanite acuta che ti porta a partecipare alla vita sociale del paese. Quella voglia di vivere insieme, di proteggersi l’un l’altro, ha fatto sì che la nostra storia non andasse persa in un fondo di cooperativa sociale».

A ricordo di questa eredità, è stata infine avanzata la proposta di collocare nella sede quattro fotografie dedicate a figure che hanno segnato la storia sociale della città: don Giancarlo Lamberti, don Martino Fossati, don Alessandro Panzeri e l’amministratore comunale Nuccio Milani.

Così, tra memoria e futuro, Cardano al Campo ha scritto un nuovo capitolo della sua lunga tradizione cooperativa, dimostrando che la solidarietà non è un concetto astratto, ma un valore che si rinnova e si adatta alle esigenze della comunità.

Alice Mometti

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