Politica - 26 marzo 2025, 07:47

Beko, Ferrara: «Governo non può più limitarsi ad assistere. Senza impegni veri, nessun accordo è possibile»

«Se davvero si vuole arrivare a un’intesa, serve un cambio di passo. Noi continueremo a vigilare», afferma il deputato del Movimento 5 Stelle

Beko, Ferrara: «Governo non può più limitarsi ad assistere. Senza impegni veri, nessun accordo è possibile»

La trattativa sulla vertenza Beko continua a produrre troppa incertezza e pochi risultati. Lo scrive in una nota il deputato del Movimento 5 Stelle Antonio Ferrara, che prosegue affermando che nell’ultimo incontro tenutosi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, l’azienda ha fornito qualche chiarimento su prodotti e missioni future per gli stabilimenti italiani, ma non ha dato risposte sufficienti né rassicuranti su quelli che sono i veri nodi della vertenza: esuberi, continuità occupazionale e strumenti di tutela.

«A Cassinetta, cuore industriale della provincia di Varese, rimangono 312 esuberi. Le assegnazioni produttive restano vaghe: si parla di nuovi prodotti, ma non c’è ancora un piano dettagliato sui volumi, sugli investimenti reali, né sul mantenimento dei livelli occupazionali nel medio periodo. L’assenza di certezze alimenta il sospetto che si stia andando verso un ridimensionamento mascherato da riorganizzazione.

In altri siti la situazione non è migliore: Siena si avvia alla chiusura della produzione entro fine anno, senza ancora una proposta concreta di reindustrializzazione o acquisizione pubblica; a Comunanza, Melano e Carinaro si parla di “nuove attività” o “nuove produzioni”, ma senza garanzie né numeri certi; nelle funzioni di staff e nella ricerca e sviluppo, i tagli sono stati ridotti da 678 a 500 esuberi, ma restano gravi e concentrati in particolare in Lombardia (270) e a Fabriano (210).
In totale, parliamo ancora di 1.284 esuberi a livello nazionale. Una cifra inaccettabile. Non è pensabile costruire un’intesa su basi così deboli».

«Senza garanzie sui lavoratori, nessuna intesa è possibile»

«Per mesi il Ministro Urso ha evocato lo strumento del Golden Power come garanzia della capacità dello Stato di intervenire in difesa del sistema industriale nazionale», dichiara ancora l’onorevole Antonio Ferrara (M5S). «Ma oggi è evidente che quella leva non ha prodotto né un freno alle delocalizzazioni, né un riequilibrio nei rapporti tra Stato e multinazionali. L’azienda ha continuato a dettare l’agenda, mentre il Governo si è limitato a registrare e prendere tempo.

Se si vuole davvero costruire un accordo serio, servono impegni vincolanti, non rassicurazioni di facciata. E serve un ruolo forte dello Stato, che non può limitarsi a mediare, ma deve intervenire attivamente, soprattutto nella questione dell’acquisizione del sito di Siena, dove la produzione è ormai a rischio estinzione.

Senza garanzie sui lavoratori, nessuna intesa è possibile. Restano inoltre del tutto insoddisfacenti le proposte su: ammortizzatori sociali, che dovrebbero essere conservativi, con rotazione e garanzie vere contro i licenziamenti; incentivi all’esodo, che sono nettamente inferiori rispetto ad accordi simili del passato, e rischiano di trasformarsi in una mera scorciatoia per tagliare personale senza prospettive reali.

Prima del prossimo incontro, previsto per il 2 aprile, è essenziale che il Governo coinvolga direttamente le Regioni Lombardia e Marche, per aprire un confronto serio sulle attività di ricerca, oggi sotto minaccia. Chiudere i centri di R&S significherebbe abbandonare anche il futuro industriale di questi territori».

«Continueremo a vigilare»

«Il Governo non può più limitarsi ad assistere – conclude Ferrara –. Urso ha parlato molto nei mesi scorsi, ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti: i licenziamenti sono ancora sul tavolo, i progetti industriali sono generici, le garanzie per i territori e per i lavoratori sono fragili. Se davvero si vuole arrivare a un’intesa, serve un cambio di passo. Noi continueremo a vigilare, stabilimento per stabilimento, lavoratore per lavoratore».

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A MARZO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2024" su Spreaker.
SU