Sicurezza e prevenzione, che cosa fa il Comune? Lo chiedono Partito Democratico e Progetto in Comune attraverso un’interrogazione discussa lungamente questa sera nella seduta congiunta delle commissioni Sicurezza, Educazioni e Servizi sociali.
Un’iniziativa nata dopo la seduta di Consiglio comunale del 24 febbraio (quella del via libera alla mozione sul taser) durante le quale «si è parlato a più riprese di politiche di prevenzione in ordine a episodi di disturbo alla quiete, atti di vandalismo, aggressioni alle forze dell’ordine». A seguito proprio dell’accerchiamento dei Poliziotti da parte di una quarantina di persone risalente allo scorso gennaio in piazza Garibaldi, teatro più di recente di episodi violenti tra giovani e giovanissimi.
Gli interventi
Nell’interrogazione illustrata dalla prima firmataria Cinzia Berutti (Pd) si chiede quali siano le politiche di prevenzione messe in campo dall’amministrazione; a quali bandi abbia partecipato per reperire fondi per progetti di prevenzione, con un focus sulla figura dell’educatore di strada. Tenendo conto che nel Dup, documento redatto con le linee programmatiche di mandato del sindaco, «si parla spesso prevenzione».
L’assessore alla Sicurezza Matteo Sabba ha elencato alcuni progetti avviati o in programma, da Ragazzi on the road («che permette ai giovani di vestire i panni degli agenti») a Studenti con le stellette, dalle attività di prevenzione con i Lions all’educazione civica con gli studenti in sala consiliare.
«Stiamo concludendo le convenzioni con associazioni delle forze di Polizia o City Angels per controllare le zone più frequentate». Ed è in cantiere il potenziamento della videosorveglianza del centro.
La collega delegata alle Politiche educative Chiara Colombo ha invece parlato del progetto BA Trainspotting, rimarcato anche da Roberto Felli della lista Antonelli, con «cooperative che hanno lavorato su isolamento e rifiuto nei confronti della società».
Tra le varie attività, l’educativa di strada: «Abbiamo coinvolto 200 giovani. Exodus li ha messi in contatto con gli animatori, non senza difficoltà poiché non hanno trovato famiglie che sostenessero il loro lavoro». Attivato anche uno Sportello a Sant’Anna e Beata Giuliana.
Dopo gli ultimi episodi violenti che hanno visto protagonisti in centro ragazze e ragazzi, «abbiamo pensato di sviluppare all’interno delle scuole degli incontri di sensibilizzazione con il sindacato di polizia Sap. E poi incontri con psicologi e pedagogisti rivolti ai genitori».
Il problema delle famiglie
L’assessore all’Inclusione sociale Paola Reguzzoni si è soffermata sul progetto Pippi che prevede attività con professionisti per rafforzare la capacità genitoriale.
«L’educazione deve cominciare proprio dalle famiglie – la sua riflessione –. Ma oggi sono spesso assenti, come la comunità. I ragazzi si “autogestiscono”, hanno genitori fragili e senza strumenti.
E la comunità non c’è più. L’episodio della ragazzina picchiata in pieno centro in una domenica pomeriggio, quando in giro ci sono anche gli adulti, dimostra che bisogna lavorare sul senso di comunità più che sulla prevenzione. Oggi nessuno pensa ai figli degli altri». «Anzi, se intervieni ti dicono di farti i fatti tuoi», ha aggiunto Orazio Tallarida (Fratelli d’Italia).
«Parliamo di agire sui giovani, ma quello che manca sono gli adulti – ha ribadito Reguzzoni –. Sono spaesati, senza strumenti e, fuori casa, senza supporti. E i ragazzi sono in libera uscita perenne, con tanti buoni amici anziché genitori».
Proposte e polemiche
«Purtroppo i ragazzi sono “istruiti” dai social – l’amarezza di Massimo Rogora (Fratelli d’Italia) –. Fare una stupidata e finire sui social “rende” di più che faticare. E diciamo alla politica alta di fare leggi giuste: se rompi paghi, se non tu i tuoi genitori, che così sì che prenderanno a sberle i figli».
Rogora ha suggerito che «i locali che portano tanta gente» debbano «prevedere del personale di sicurezza, come discoteche e centri commerciali».
«Sarebbe inutile, gli episodi violenti raramente sono legati ai locali», la risposta dell’assessore Sabba. Che, nel corso del dibattito, sapendo di poter far storcere il naso alla maggioranza, a titolo esemplificativo si è detto favorevole all’idea che il pornoattore Max Felicitas potesse portare il suo messaggio contro il bullismo nelle scuole, cosa che qualche settimana fa non ha potuto fare a Gallarate, con tanto di polemica finita sui giornali nazionali.
Come era accaduto durante la commissione sull’ospedale, l’intervento di Marco Lanza (capogruppo della lista Antonelli) ha acceso una polemica con l’opposizione: «Anche su queste tematiche l’amministrazione ha dimostrato di essere pronta, e anche il governo nazionale si sta impegnando. La stessa cosa non si può dire dell'opposizione: è mancata la condanna davanti a certi episodi e si tende a giustificare certi atteggiamenti».
Intervento stigmatizzato da Santo Cascio (Progetto in Comune) e Paolo Pedotti (Pd). A quest’ultimo, che lo invitava a rivolgersi al governo nazionale a proposito dei tagli, Lanza ha replicato «non appartengo a nessun partito». Suscitando qualche faccia sorpresa anche tra la maggioranza, visto che è caldissimo il tema del nuovo gruppo di Forza Italia, a cui l'esponente degli antonelliani è tesserato.
Al pari, d’altra parte, di Gigi Farioli (Popolo, Riforme e Libertà) che – ancora – dai banchi della minoranza ha suggerito di coinvolgere sul tema la consulta giovani.
Se ne riparlerà.