Sociale - 08 maggio 2024, 10:38

Giovani e lavoro, tavolo di confronto tra educatori e imprenditori

Presentato il percorso di nove ragazzi e ragazze tra i 16 e i 19 anni, che li ha visti passare da situazioni di fragilità a nuove prospettive personali e professionali

Giovani e lavoro, tavolo di confronto tra educatori e imprenditori

Domenica 12 maggio sarà ufficialmente l’ultimo giorno lavorativo di Re-Start, progetto selezionato da Con I Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile: per salutare Varese, gli operatori delle cooperative sociali Naturart e La Miniera di Giove hanno organizzato nei giorni scorsi presso il Teatro Yak di Varese “Ingranare”, tavolo di confronto tra educatori e imprenditori sul tema giovani e lavoro.

L’iniziativa è parte conclusiva di Quadrimestre Unico, l’azione di progetto che ha visto coinvolti per qualche mese giovani in situazione di dispersione o abbandono scolastici attraverso attività di formazione professionale in aula e tirocini lavorativi.

Un momento di riflessione, con in prima linea Naturart e La Miniera di Giove, e la rete territoriale, tra cui Artser, gli imprenditori che hanno collaborato, Pietro Zuretti della Zuretti Luigi & Co di Mesenzana e Francesco Arleo di WatAjet di Besnate, Cesvip di Varese, CFP di Tradate, il Nucleo inserimento lavorativo di Varese, la cooperativa Biplano e il Comune di Varese, in particolare l’Area di Progettazione.

Partendo dall'accompagnamento pedagogico e da una nuova visione della relazione lavoro-lavoratori, la serata ha approfondito le concrete possibilità di coniugare positivamente domanda e offerta, conciliando le necessità delle aziende di trovare personale e quelle dei giovani di entrare nei circuiti professionali: “Con i giovani coinvolti abbiamo vissuto momenti di gruppi e individuali, dando loro la possibilità, attraverso costanti appuntamenti, di attivarsi e di uscire dalla “confort zone” che si erano creati - spiega Marta Tenconi, pedagogista de La Miniera di Giove - l’obiettivo era l’inserimento lavorativo e, in effetti, abbiamo due ragazzi con contratti di apprendistato, quattro tirocini e due ragazzi con i quali stiamo ancora valutando strade alternative”.

Numeri piccoli eppure grandi se si pensa alle situazioni complesse che stanno dietro alle vite di ciascun utente e per le quali è stato possibile realizzare una curva di cambiamento: “Ci siamo presi un tempo congruo - sottolinea il pedagogista di Naturart Massimiliano Potenzoni - abbiamo provato a trovare un equilibrio tra la dimensione del sogno, imprescindibile a 20 anni, e la concretezza quotidiana”, laddove poi “sono l’ascolto e il lavoro in piccoli gruppi - aggiunge Alan Perini, coordinatore dei progetti territoriali per Miniera di Giove - gli elementi fondamentali per conoscere le persone al di là delle condizioni che le hanno portate fin qui”.

A condurre la riflessione condivisa il sociologo e ricercatore Stefano Laffi, il quale ha evidenziato come sia proprio la realtà stessa a curare: “Con il suo forte senso di efficacia, la concretezza è l’elemento che fa la differenza nelle situazioni difficili”.

Presenti anche alcuni tra gli imprenditori coinvolti. Alcuni avevano già avuto esperienze di tirocinio nella loro azienda, per altri è stata la prima volta: “Dietro le fatiche di percorsi di vita sfilacciati, abbiamo visto nelle persone la soddisfazione di aver imparato, soprattutto in un mondo del lavoro in cui l’asticella in ingresso delle richieste e delle competenze scientifiche e tecnologiche è alta. Certo, la remunerazione economica corretta e un buon inquadramento lavorativo restano sempre uno stimolo fondamentale, come lo sono, per questo tipo di giovani, anche il confronto con i colleghi, che magari a loro volta sono partiti anni prima da “zero” e che hanno acquisito strumenti e esperienza”.

La progettazione degli interventi educativi nel territorio è, invece, alla base: “In questi anni, abbiamo potuto contattare - chiosa Andrea Maldera, responsabile di progetto per Naturart - oltre 3000 adolescenti in educativa di strada, diversi dei quali, al momento dell’aggancio, erano in situazione di dispersione o abbandono scolastico. Quadrimestre Unico ci ha consentito di unire le azioni di Re-Start trasversalmente, dall’attenzione alle famiglie e la rete del territorio con i tavoli di sviluppo di comunità, dando una risposta concreta ad un fenomeno, quello della dispersione scolastica che, anche in provincia di Varese, c’è ed è significativo”.

c. s.

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