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Busto Arsizio | 05 aprile 2025, 17:00

“Contro la guerra e tutto ciò che la rende possibile”: corteo nel centro di Busto Arsizio

La manifestazione dell’Assemblea contro la guerra, nel pomeriggio di oggi, 5 aprile, è partita da piazza Garibaldi. Slogan “pro” (pace e Palestina) e “contro” (Israele, Nato, Unione Europea), sotto lo sguardo incuriosito dei passanti e quello attento delle forze dell'ordine

Corteo, nel pomeriggio di oggi, 5 aprile, nel centro di Busto organizzato dall’Assemblea per la pace. Adesioni dal territorio e non solo, per una partecipazione che si è attestata intorno alle 200 persone. Il serpentone, sotto lo sguardo attento delle forze dell'ordine, è partito da piazza Garibaldi, con destinazione piazza Santa Maria, tra passanti incuriositi. Tante le bandiere palestinesi (esplicito, nei contenuti del volantino in distribuzione e nelle comunicazioni sull’iniziativa, il riferimento al “genocidio in corso in Palestina”). Tanti i no scanditi dai manifestanti: al riarmo dell’Unione Europea e degli Stati membri, all’economia di guerra (citato a più riprese il gruppo Leonardo), alla militarizzazione della società (nel mirino anche una gita effettuata da una scolaresca di Solbiate alla caserma Ugo Mara), all’Alleanza Atlantica (definita “macchina da guerra”), Israele (definito al megafono “schifo” e “tumore”). Di seguito, il testo diffuso on line e con volantinaggio cartaceo.

No ReArm Europe

Contro la "campagna di riarmo" dell'Unione Europea e dei suoi Stati membri, che ci trascinano nel baratro di un nuovo conflitto mondiale. Fermiamo la macchina bellica, dalle fabbriche di morte alle basi militari presenti sui nostri territori.

No all'economia di guerra

Dalla scuola alla sanità pubblica, dalle pensioni al lavoro: mentre centinaia di miliardi vengono destinati al riarmo ed ingrassano l'industria bellica, prosegue impunito il saccheggio e la distruzione di quel che resta dello stato sociale.

No alla guerra interna e alla militarizzazione della società, della scuola e dell'università

Se all'esterno dei confini si sganciano le bombe, all'interno del Paese si inasprisce la repressione del dissenso, delle lotte e del conflitto sociale, come nel caso del DDL 1660. Aumentano anche la sorveglianza ed il controllo di massa, facilitate dall'impiego di tecnologie militari sperimentate sugli odierni campi di battaglia.

No NATO

In occasione del 76esimo anniversario di fondazione dell'Alleanza atlantica, mobilitiamoci contro l'imperialismo occidentale coordinato dalla NATO, una minaccia costante alla pace, alla libertà e all'autodeterminazione dei popoli del mondo, a partire dalla vicina base di Solbiate Olona, dove ha sede il Comando multinazionale delle forze di intervento rapido dell’Alleanza.

Palestina libera!

Per fermare il genocidio in corso in Palestina, sosteniamo la resistenza del popolo palestinese, recidiamo i legami di connivenza ed il supporto economico, politico e militare all'insediamento coloniale sionista.

La guerra comincia qui: dall'Italia, terzo maggior esportatore di armi verso Tel Aviv, responsabile anche dell'invio di almeno 2.5 miliardi di euro di armamenti a Kiev; dalla Lombardia, una delle regioni italiane con la più alta produzione militare; dalla provincia di Varese, che tra il 2022 e il 2023 ha visto le proprie esportazioni belliche crescere del 96.7% e che ospita anche la Leonardo SpA, il cui titolo in borsa ha registrato dall’inizio dell’anno un +70%.

E' tempo di agire prima che sia troppo tardi, è tempo di rovesciare questo sistema di predazione, di colonizzazione, di sfruttamento e di morte.

Stefano Tosi

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