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Busto Arsizio | 05 aprile 2025, 18:59

Baff 2025, chiusa con il superospite Nino Frassica un'edizione straordinaria per spessore, personalità, presenze

Sold out a ripetizione e grandi ospiti, mantenuta la promessa di un festival dei contenuti. Giulio Sangiorgio, direttore artistico: «La città ha risposto con entusiasmo. E i giovani hanno dato vita a dibattiti intensi». Il presidente Gabriele Tosi: «Il nostro sistema cinema cresce». Oltre a David Cronenberg e Marianna Fontana, premi a "Fogo do vento", "Ciao bambino" e "Diciannove". Frassica: «Il Baff è il miglior festival d'Italia»

Giulio Sangiorgio, direttore artistico del Baff, con i componenti della Giuria giovani. Nel riquadro, Nino Frassica

Giulio Sangiorgio, direttore artistico del Baff, con i componenti della Giuria giovani. Nel riquadro, Nino Frassica

Si chiude la XXIII edizione del B.A. Film Festival. «Il miglior festival d'Italia» ha assicurato dal palco del Teatro Sociale Delia Cajelli Nino Frassica. Che subito ha aggiunto:  «Lo dico a tutti i festival». Il superospite della serata finale ha divertito, raccontato aneddoti, spiazzato. «Faccio surrealismo» ha sintetizzato, tra battute, piccole confessioni (la serata è partita dal suo ultimo libro, "Piero di essere Piero": «Scrivo perché mi diverto e perché scrivere mi fa sentire libero») e lampi illuminanti, a tratti difficili da cogliere tra una risata e l'altra: «Il comico attraversa la recitazione drammatica a va oltre».

Il festival si è chiuso col sorriso, a suggellare un'edizione di successo. 

Numeri in crescita per la manifestazione che ha visto la partecipazione di migliaia di spettatori, lunghe file ai botteghini e sale sold-out quasi tutte le sere; molto interesse è stato dimostrato anche per gli incontri e le Masterclass. Giulio Sangiorgio, direttore artistico del BAFF ha dichiarato: «Sono molto soddisfatto di questa edizione, la città ha risposto con entusiasmo e partecipazione ai nostri eventi, ringrazio amministrazione, sponsor e soprattutto la squadra, incredibilmente efficiente anche nei momenti di difficoltà. Un’ultima parola per i giovani e per gli studenti: raramente mi è capitato di assistere a discussioni e dibattiti tanto intensi. La qualità paga, ed è una notizia. Mi rallegra sapere che Nanni Moretti stia meglio, è stato un ospite generosissimo e ci ha regalato una grande lezione di cinema e umanità, non finiremo mai di ringraziarlo». 

«Apparentemente l’ennesimo miracolo - commenta Gabriele Tosi, Presidente del Festival - In realtà il prodotto di un sistema cinema bustese che è una realtà consolidata in continua crescita, grazie anche alla nuova linfa dei giovani che sempre più numerosi partecipano al festival, davanti e dietro le quinte. In un mondo che ha finalmente capito che l’interazione con le comunità locali di appartenenza è un investimento che paga, auspico che si allarghi il sostegno alla trasformazione del territorio che ne deriva, per il benessere di tutti. Mi unisco agli auguri a Nanni Moretti per una pronta ripresa e al ringraziamento a tutti gli ospiti e a coloro che hanno reso possibile il Festival». 

«E' stata una settimana meravigliosa per cittadini e studenti» ha affermato il sindaco, Emanuele Antonelli. Rivolto agli organizzatori: «Avete creato un club per appassionati, gli ospiti lo sentono e lo apprezzano, il pubblico è competente e numeroso». Manuela Maffioli, assessore alla Cultura: «E' stato un festival di cinema raccontato, visto, analizzato, anche avvicinato alla scoperta della “macchina”. Qui si è creata una comunità che si arricchisce di contenuti e di saperi. E c’è una domanda di cultura che viene dai giovani alla quale cerchiamo di rispondere».

Un’edizione che da quest’anno ha introdotto due sezioni competitive, con un concorso internazionale, caratterizzato da cinque esordi provenienti da tutto il mondo e un concorso italiano con altrettante sorprendenti opere prime. Ad assegnare i premi le giurie rappresentate non da singole personalità, ma da testate che si occupano di critica cinematografica: per il concorso italiano la rivista Cineforum, diretta da Emanuela Martini, e per il concorso internazionale la rivista Sentieri Selvaggi, diretta da Sergio Sozzo. La giuria giovani, composta da studenti che hanno partecipato a un vero e proprio workshop formativo, ha scelto invece il suo film preferito indistintamente tra i due concorsi. 

I PREMI 

A David Cronenberg è andato il Premio Dino Ceccuzzi all’eccellenza Cinematografica. Al regista il festival ha reso omaggio presentando in anteprima italiana il suo ultimo film The Shrouds. 

Il Premio speciale BAFF 2025 ForeverUnique è andato a Marianna Fontana, talento dell'anno. 

ll Premio BAFF 2025 Progetto e Posa - Miglior opera prima internazionale va a “Fogo do vento” di Marta Mateus. Per la giuria “una favola astratta tra passato, presente e futuro, capace di raccontare, con un linguaggio personale, un mondo rurale e proletario al crepuscolo”. Menzione Speciale Locman all’opera prima Internazionale va a “Eephus” di Carson Lund “per lo spirito libero e indipendente con cui filma lo spazio-tempo di una comunità e di una partita di baseball che vorremmo durasse per sempre”. 

Il Premio BAFF 2025 Tavolo Unico - Miglior opera prima italiana va a “Ciao bambino” di Edgardo Pistone “per la solidità della narrazione e della rappresentazione dei personaggi e per la capacità di astrarsi dal contesto specifico e perciò di raccontare una storia universale attraverso l’uso della fotografia in bianco e nero”. Menzione Speciale Locman all’opera prima Italiana in concorso va a “L’incidente” di Giuseppe Garau “per il coraggio di un’ambientazione ostinatamente claustrofobica e per l’originalità della storia e la sua adesione a un problema scottante del nostro presente”. 

Premio BAFF 2025 Città di Busto Arsizio - Giuria giovani alla miglior opera prima va a “Diciannove“ di Giovanni Tortorici “per la sua capacità di padroneggiare diversi linguaggi in maniera originale e contemporanea. In qualità di giuria giovani, abbiamo voluto premiare l'urgenza del regista di raccontare un'età conflittuale, densa di ricerca identitaria, insicurezze e confronto continuo con l'altro, nella quale ci siamo rivisti particolarmente”. Menzione speciale assegnata dalla Giuria Giovani a “L’incidente” di Giuseppe Garau “per l'audacia di trasformare i limiti produttivi del film in punti di forza a favore di linguaggio e forma. I toni grotteschi, l'uso insistente del fuori campo e la materialità dell'immagine sono stati elementi determinanti per la riuscita del film”. «Per concludere – scrivono i giovani giurati - ci teniamo a ringraziare il festival e tutta l'organizzazione, e a fare un sentito augurio ad entrambi i registi».

Stefano Tosi

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