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Economia | 03 aprile 2025, 16:22

FederlegnoArredo: fatturato della filiera a 51,7 miliardi. «Questo Salone del Mobile sarà strategico»

I numeri in attesa del via della vetrina internazionale martedì 8. Sull'export pesano performance negative di Francia e Germania, il timore dell'effetto dazi Usa. L'analisi del presidente Claudio Feltrin

La scorsa edizione del Salone del Mobile

La scorsa edizione del Salone del Mobile

I numeri del settore alzano il sipario sull'imminente Salone del Mobile di Milano, che parte martedì 8 aprile. Numeri tra luci e ombre, e stiamo parlando del 2024 per cui ancora non si erano materializzati i dazi di Trump. Anche se il mercato americano ha dato i segnali peggiori  sul finale dell'anno trascorso.

L'aggiornamento di FederlegnoArredo indica un fatturato della filiera legno-arredo che chiude il 2024 a 51,7 miliardi di euro, -2,9%. Una nuova conferma della fase di normalizzazione post Covid ribadendo una crescita rispetto ai valori del 2019 (+19,6%) in termini di fatturato. Calo più marcato per il mercato interno (-3,3%) che con 32,3 miliardi di euro rappresenta il 62% del totale. Meno pesante il calo delle esportazioni (-2,1%) a quota 19,4 miliardi: importante perché costituiscono il 38% del fatturato della filiera, e oltre il 52% considerando il macrosistema arredamento.

Le aziende - sottolinea il Centro Studi della Federazione - sono  64.144 le aziende e poco meno di 297.000 gli addetti.

Mappa export
 

Due i fattori decisivi per il ridimensionamento dopo due anni di crescita, sui mercati. Da una parte il taglio degli incentivi fiscali in Italia e dall'altra la contrazione dei principali partner europei. La maggior parte delle esportazioni italiane è destinata al nostro continente europeo, per il 51% ai Paesi Ue (51%): quasi 10 miliardi di euro sui 19,4 complessivi. E viste le situazioni interne, si soffre. La Francia, che è il primo mercato, vede un calo del 3,3% soprattutto nel macrosistema arredamento, così come la Germania un  -6%. Gli occhi sono puntati sul  piano di politica economica interna che potrebbe scuotere l'economia tedesca. Anche il mercato europeo extra Ue27, secondo sul totale, cala del  4%: incidono Regno Unito e Russia.

«La serie storica delle esportazioni della filiera - spiega Claudio Feltrin presidente di FederlegnoArredo - rimarca che il 2024 rimane ben al di sopra dei livelli raggiunti nel 2021, dopo aver toccato il picco più alto nel 2022 con 20,9 miliardi di euro e che nel 2023 la flessione è stata del 4,9% rispetto al 2022, contro un -2,1% del 2024. Si segnala in questo scenario l’andamento positivo degli Emirati Arabi Uniti,che registrano la migliore performance nella Top Ten, posizionandosi all’ottavo posto, e dell’Arabia Saudita.
Gli Stati Uniti, primo mercato extraeuropeo di riferimento, nel 2024 registrano un miglioramento (+1,5%) dopo il -10,6% del 2023. L’America nel suo complesso vale 2,8 miliardi di euro e cresce del +1,9%: l’America Settentrionale cresce, sia con gli Stati Uniti (+1,5%) che con il Canada (+6%)».

Il pensiero corre appunto avanti: «Attendiamo i dati sulla produzione di gennaio 2025 per avere, ci auguriamo, conferma di un sentiment fra gli imprenditori che sembra registrare un andamento positivo nel primo mese dell’anno che potrebbe coincidere con un segno positivo sia dell’export che della produzione di mobili. Sarebbe un segnale indubbiamente confortante che, seppur relativo soltanto a un mese, potrebbe farci ben sperare per il 2025. Resta inteso che dopo l’annuncio di Trump di ieri sera sull’introduzione di dazi del 20% su tutti i prodotti europei, ogni scenario potrebbe essere stravolto trattandosi, come ha detto anche la premier Meloni, di una misura sbagliata che non conviene a nessuno».

Si aspettano i dettagli dell'applicazione della misura Usa, anche per capire come porre rimedio: «Il nostro auspicio è che si eviti lo scenario peggiore, ovvero quello di una prova muscolare, in cui a farne le spese sarebbero entrambe le economie. Ma voglio provare a intravedere qualcosa di positivo in una situazione tanto complessa. L’Europa ha l’occasione di agire come tale, con compattezza e determinazione, come sottolineato anche dal presidente Mattarella, in difesa del mondo produttivo».

Ecco perché questo Salone è più importante che mai. Strategico, lo definisce Feltrin, « anche in ottica di sondare e aprirci a mercati considerati fino ad ora secondari e riaffermare il valore di qualità e innovazione che solo il nostro design può vantare. La flessibilità e i veloci cambi di rotta a cui le nostre piccole e medie imprese sono abituate, saranno le chiavi per affrontare una situazione così complessa».

I dati dei settori
 

Il macrosistema arredamento - che ha chiuso il 2024 con un calo del fatturato alla produzione del -2,3%, per un valore pari a oltre 27,5 miliardi di euro - raccoglie oltre 20.700 imprese e quasi 139.600 addetti. Calano le vendite sul mercato interno (-2,9%) e seppur meno l’export (-1,8%). Si va dal –5,5% del sistema ufficio alla stazionarietà del sistema arredobagno (-0,5%), mentre viaggiano bene gli arredi didattici.

Per l'export siamo  a quasi 14,4 miliardi di euro, in lieve calo (-1,8%) rispetto al 2023. Anche qui pesa la Francia (primo mercato con oltre 2,3 miliardi di euro, -3,6% sul 2023), ma anche la Cina (-17,9%).
Calano la Germania (-3,2%) e Regno Unito (-3,7%), come pure i Paesi Bassi (-5%). 
Tra i primi cinque mercati, soffrono di meno gli Stati Uniti (secondo, -0,8%) e la Svizzera (-1,4%).

Controtendenza gli Emirati Arabi Uniti (+22,2%) e la Spagna (sesta, +4,1%).  

Il fatturato dell'illuminazione nel 2024 raggiunge i 2,3 miliardi di euro e registra un calo del 2%: l'export scende dell'1,3% ( quasi 1,9 miliardi di euro) e il mercato interno (-4,6%, quasi mezzo miliardo di euro). Le imprese sono oltre 1.200, gli addetti 10.500.

Ma. Lu.

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