Sabato 5 aprile alle 21 torna Barbablù 2.0 al San Giovanni Bosco di Busto. Uno spettacolo dal messaggio potente contro la violenza sulle donne.
BARBABLÙ 2.0
DRAMMATURGIA Magdalena Barile - REGIA Eleonora Moro - CON Antonio Grazioli e Laura Negretti
SCENOGRAFIE E PIANO LUCI Armando Vairo – DIRETTORE TECNICO Donato Rella
PRODUZIONE TiM TEATRO IN MOSTRA
C’era una volta un uomo con la barba dai terribili riflessi blu.
C’era una volta un uomo che aveva avuto tante mogli, dicono sette ma forse anche di più…..
C’era una volta una porta chiusa che per nessun motivo doveva essere aperta.
C’era una volta una moglie talmente tanto curiosa da meritarsi una punizione.
C’era una volta una stanza piena di orrori.
C’era una volta un lieto fine.
Forse…
Uno spettacolo che ha scelto di mostrare non solo la VIOLENZA FISICA ma anche e soprattutto la VIOLENZA PSICOLOGICA ed in modo particolare quella che si consuma tra le pareti della propria casa e arriva dalle mani di chi dovrebbe amarti e accarezzarti e invece ti distrugge non solo fisicamente ma anche psicologicamente e moralmente.
Abbiamo deciso di partire dall’archetipo della famosissima favola di BARBABLÙ scardinando però il punto di vista e aggiornando tutto al XXI secolo;
la prima scelta è stata quella di ambientare il lavoro in una ricca provincia del nord di questo paese, evitando l’alibi della povertà, della dislocazione geografica e dell’ignoranza.
Un mondo all’apparenza di assoluta armonia, di fiaba appunto, dove dietro le porte regnano meccanismi implacabili di violenza e sudditanza psicologica.
Per raccontare il nostro BARBABLÙ abbiamo scelto il “thriller”, il genere del mistero per eccellenza, per raccontare e scandagliare quello che per certi versi rimane davvero un mistero doloroso,
una zona oscura della società ancora tutta da risanare.
Di cosa si nutre ancora, nei tempi del progresso e delle pari opportunità, quell’incantesimo che ancora affossa volontà e ragione e trasforma le donne in vittime?
BARBABLÙ 2.0 non è solo la storia di un marito violento e delle conseguenze delle sue azioni, ma anche e soprattutto la storia di un viaggio nella testa di una donna.
La ricerca di un’identità forte che si è persa, sfilacciata fra violenze e soprusi che sono diventati la norma.
Come in un giallo, la protagonista si troverà a ricostruire la dinamica di un omicidio, il suo, arrivando alla consapevolezza finale e terribile di esserne stata complice.
Uno spettacolo che ha al suo attivo centinaia di repliche e che da più di dieci anni gira nei teatri con un'unica speranza: che anche solo una donna, tra le migliaia di donne che l’hanno visto rappresentato, sia riuscita, grazie a questo, a trovare la forza per uscire da un amore malato dove di amore non c’è nulla!
Una storia che inizia con atmosfere comedy che lentamente e in un crescendo di claustrofobica angoscia scivolano nel thrilling, per chiudersi poi con un finale sorprendente!
Uno spettacolo dal potentissimo impatto emotivo, così forte da lasciare il pubblico stordito e incredulo alla fine della rappresentazione; travolto da una sorta di lacerante psicodramma collettivo.