“E se fossi io?” Con questa domanda potente e universale, gli studenti dell’Istituto Maria Ausiliatrice di Castellanza hanno dato il via a un’inaugurazione che ha lasciato il segno. Venerdì 28 marzo, la biblioteca di Castellanza era gremita di persone accorse per scoprire “Le Migrazioni. Il sogno di un nuovo domani”, la mostra realizzata dagli alunni delle classi terze della scuola secondaria di primo grado (foto in fondo). Un vero e proprio viaggio attraverso il tema della migrazione, affrontato con sensibilità e profondità dai ragazzi, che hanno saputo trasformare la loro ricerca in un’esperienza coinvolgente per il pubblico.
L’evento si è aperto con una toccante performance: in piedi, con piccole valigie tra le mani, i ragazzi hanno poi sollevato cartelli con la scritta “E se fossi io?”, accompagnati da un canto che ha reso l’atmosfera ancora più emozionante. Un messaggio chiaro, che ha risuonato tra i presenti, tra cui il vicesindaco reggente Cristina Borroni e l’assessore alla cultura e all’istruzione Davide Tarlazzi, che hanno sottolineato l’importanza di iniziative come questa nel panorama educativo e culturale della città.
Il Vocal Dreams e studenti ciceroni
Oltre alla mostra, ha preso parte all’inaugurazione anche il coro Vocal Dreams, che presto rappresenterà la scuola al Festival di Primavera di Montecatini Terme. L’esposizione rimarrà aperta fino alla prima settimana di aprile e sarà visitabile con guide d’eccezione: gli stessi studenti che l’hanno realizzata, disponibili sabato 29 marzo e sabato 5 aprile per raccontare il loro lavoro.
Un percorso lungo e articolato
Il percorso che ha portato alla realizzazione della mostra è stato lungo e articolato: gli studenti hanno approfondito il tema delle migrazioni da diverse prospettive, con viaggi di istruzione, incontri con testimoni diretti e attività interdisciplinari. Il pescatore Vito Fiorino, testimone del tragico naufragio di Lampedusa del 3 ottobre 2013, e il documentarista Davide Demichelis, con la storia del giovane migrante Zacharia, hanno offerto spunti di riflessione toccanti. Inoltre, la collaborazione con il laboratorio sociale ParalleloLab ha permesso di esplorare l’integrazione attraverso l’artigianato e il lavoro sostenibile. (VIDEO)
Storie di viaggio, speranza e identità
Le installazioni esposte in Biblioteca raccontano storie di viaggio, speranza e identità: scarpe abbandonate lungo un percorso simbolico, valigie cariche di ricordi e necessità, lettere scambiate con studenti cileni, reinterpretazioni artistiche della Porta di Lampedusa. Un lavoro che dimostra come l’arte e la didattica possano intrecciarsi per parlare di temi complessi, con l’auspicio che la conoscenza possa abbattere pregiudizi e costruire ponti tra le persone.
Gli alunni si sono cimentati anche nella costruzione di simboliche case, nella progettazione di bandiere per raccogliere sotto di esse tutto il popolo internazionale dei migranti. Lavori che hanno permesso agli studenti di esprimere la loro creatività, le loro emozioni e riflessioni rispetto al delicato e attualissimo tema trattato, in un augurio di unione e di fratellanza, affinché le discriminazioni e il razzismo cessino di esistere, perché siamo tutti cittadini del mondo.
Un approccio interdisciplinare
«I giovani dell'Istituto Maria Ausiliatrice hanno saputo affrontare una delle questioni più complesse della nostra contemporaneità con un approccio interdisciplinare che offre una prospettiva autentica e umana, quando troppo spesso questo tema viene ridotto a fredde statistiche. La nostra Castellanza, con il suo passato industriale, ha una storia intrecciata con le migrazioni che hanno contribuito a costruire l'identità di questa città. Per l'amministrazione comunale sostenere iniziative come questa significa investire concretamente in una cittadinanza consapevole e solidale, capace di osservare il mondo con occhi critici e cuore aperto», ha detto il vicesindaco reggente Cristina Borroni.
«Come ricordava ormai tanti anni fa Mario Gennari in Storia della Bildung "l'umanesimo è la prima vittima di ogni ideologia" - ha commentato Davide Tarlazzi - Viviamo una stagione della storia attraversata da correnti di pensiero che paiono in alcuni frangenti inconciliabili con la visione sull'uomo che il meglio della cultura europea ha delineato nei secoli. Di fronte a questa constatazione si comprendono ancora di più l'importanza e il ruolo delle istituzioni educative che formano i cittadini del domani insegnando, come in questo caso, a osservare, ricercare, ascoltare, capire. Al mondo di domani servono uomini e donne che coltivano sogni di sviluppo sociale globale e possiedono metodi e strumenti per indagare e comprendere la realtà. La mostra che si inaugura, ancora una volta, consentirà a tutti i visitatori di entrare nel laboratorio delle idee della scuola. Mi complimento per la tensione morale che anima il progetto e per la scelta di presentarlo in biblioteca civica».
Un appuntamento da non perdere per chiunque voglia guardare il mondo con occhi nuovi e ascoltare le storie di chi ha trovato il coraggio di partire, sognando un nuovo domani.