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Politica | 29 marzo 2025, 14:07

Il gruppo di Forza Italia in Consiglio comunale? Farioli: «Servono chiarezza e trasparenza»

Dopo il congresso e l’addio di Tallarida e Rogora, gli azzurri non hanno più rappresentanza nell’assise di Busto. Eppure i tesserati al partito non mancano, tra maggioranza e opposizione. Fra questi l’ex sindaco, che invoca «una discussione per risolvere l’ambiguità»

Il gruppo di Forza Italia in Consiglio comunale? Farioli: «Servono chiarezza e trasparenza»

«La politica esige chiarezza e trasparenza». Lo dice Gigi Farioli, che della politica – a Busto Arsizio e non solo – è decano.
E che ora si ritrova coinvolto nell’ambiguità che accompagna Forza Italia, partito di cui è tornato formalmente a essere un esponente e che però in Consiglio comunale, dopo l’addio di Orazio Tallarida e Laura Rogora, non è più rappresentato.

Eppure – è il paradosso – in assise i tesserati o affiliati a FI non mancano: da Giuseppina Lanza (che siede in Popolo, Riforme e Libertà, entrambi membri di L'Italia c'è di Gianfranco Librandi) ed Emanuele Fiore (gruppo misto) a Marco Lanza e Francesca Gallazzi della lista Antonelli.
Nessuno, però, sembra (più) avere fretta di dare vita a un nuovo gruppo azzurro. Con Marco Lanza, capogruppo degli antonelliani, che ha dichiarato che «non ci sono le condizioni per parlare di gruppo consiliare». Ecco allora che Farioli si sofferma sulla «necessità di fare pubblica chiarezza».

Le ambiguità

Oggi Marco Lanza e Gigi Farioli sono, allo stesso modo, tesserati ed esponenti del nuovo direttivo cittadino di Forza Italia. Ma, formalmente, quando intervengono in aula, il primo lo fa da esponente di un gruppo di maggioranza, il secondo da rappresentante di un gruppo di minoranza. Nessuno dei due da consigliere di Forza Italia.
Insomma, un caso. Anche in virtù del recentissimo congresso azzurro. Dove, ricorda Farioli, «Alberto Riva è stato acclamato segretario con una mozione che esprimeva sostegno all’amministrazione di Emanuele Antonelli. E lo stesso sindaco e gli alleati hanno affermato la propria soddisfazione per il sostegno di Forza Italia».

Certo, «sarei scorretto e parziale – aggiunge –, perché non è un aspetto secondario, se prescindessi dal fatto che il gruppo di Forza Italia organicamente in maggioranza si è sciolto». Col passaggio di Tallarida e Rogora in Fratelli d’Italia. «L’azzeramento in Consiglio apparso sui giornali è una notizia storica per Busto, capitale di FI in provincia di Varese anche prima e durante le mie consiliature da sindaco».
In questo quadro, «bisognerà trovare accordi politici per potere per dare seguito» a quanto emerso durante il congresso.

Farioli non lancia espliciti appelli a sindaco e partiti, ma da storico esponente forzista e consigliere comunale (definito socio/presidente onorario da Riva nel suo intervento al congresso) chiede «ordine e linearità».
«In questo momento ci possono essere ambiguità e difficoltà – afferma –. Ogni persona ha la propria storia, sensibilità, legittime aspirazioni. Ma i partiti, se vogliono tornare a essere servitori della buona politica, hanno la necessità di essere luogo di sintesi di proposte, elaborazioni, contributi. Le ambiguità si risolvono con una coerente discussione, senza bracci di ferro inutili».

Che fare?

C’è insomma da capire quali saranno «istituzionalmente» i prossimi passi. Farioli si rammarica per l’addio di Tallarida e Rogora, («la subitaneità del passaggio dopo il congresso lascia intendere che la scelta, delicata, fosse probabilmente in gestazione da qualche tempo») e guarda appunto al «tema della rappresentanza in Consiglio».
Senza voler forzare tempi o persone. «Certo – precisa – la tessera del partito non è quella del supermercato e gli iscritti non salgono su un taxi, ma si assumono un impego di adesione e rispetto di statuti. Hanno il diritto di compartecipare alle scelte alle ma anche l’onere, pur con tutte le libertà di differenziazione, di rendere praticabile e visibile questa adesione».

Prima dell’addio dei due consiglieri, l’eventuale adesione in assise sarebbe passata per l’integrazione del gruppo esistente, come avvenuto con Fratelli d’Italia. Oggi, però, un gruppo forzista non c’è.
Si aprono quindi degli interrogativi: «Esistono le condizioni perché il gruppo di FI nasca? E se sì, a che condizioni, con chi, sarebbe organicamente in maggioranza come sembrerebbe dopo il congresso?».

Farioli rassicura: «Essendo recente il rimpasto che ha tenuto in ansia città e amministrazione per sei mesi, potrebbe esserci una legittima preoccupazione per chi guarda il manuale Cencelli. Ma questa non è certo una mia priorità e non credo lo sia della Forza Italia uscita dal congresso, che non è alla ricerca di posizioni».

Chiarezza, insomma, non cadreghe. Dopo il low profile che lo ha caratterizzato nelle settimane che hanno condotto al congresso, Farioli sostiene che «è il momento di uscire dalla prudenza e affermare con forza la volontà di mettermi a disposizione per il rilancio di Forza Italia, realtà così necessaria al paese a tutti i livelli, non ultimo quello provinciale e locale. Senza partiti la democrazia muore. Con la passione e le energie che mi rimangono, voglio contribuire anche ad attrarre persone nuove che vogliano impegnarsi nella cittadinanza attiva. Con una particolare attenzione al mondo giovanile».
Prima di tutto, però, c’è una richiesta di chiarezza.

Riccardo Canetta

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