«Dopo un anno e mezzo di attesa, il PD esulta per la trattazione in Commissione Sanità al Pirellone della proposta sull'indennità al personale sanitario che lavora in aree di confine, ma i fondi proposti da Astuti sono del tutto inadeguati: con queste risorse si copre appena l’1% del personale sanitario necessario per le aree di confine con l’estero, mentre le aree infraregionali vengono completamente escluse». Lo dichiara Emanuele Monti, consigliere regionale della Lega e Presidente della Commissione Welfare di Regione Lombardia.
«La sanità di confine è un problema reale, che va affrontato con risorse concrete e una programmazione efficace. Servono misure strutturali per rendere competitivo il nostro sistema sanitario e trattenere i professionisti, non interventi spot che non risolvono il problema e alimentano solo la frustrazione degli operatori in prima linea».
«Il centrodestra lo ha fatto già da molti anni introducendo un'indennità specifica per chi lavora in montagna e la Lega a Roma sta portando avanti un lungo negoziato con lo Stato centrale per avere in modo definitivo un'indennità di confine per il personale sanitario», conclude Monti.