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Economia | 26 marzo 2025, 16:33

Paolo Cattin: due decenni di trasformazione nel mercato dell’orologeria di lusso

Paolo Cattin: due decenni di trasformazione nel mercato dell’orologeria di lusso

Negli ultimi vent’anni il mercato degli orologi di lusso ha attraversato una trasformazione profonda, ridefinendo i confini tra tradizione e innovazione. In questo scenario mutevole, Paolo Cattin, tra i nomi più rispettati nel mondo dell’orologeria, ha osservato e interpretato con competenza i segnali di cambiamento, offrendo sul mercato non solo pezzi esclusivi, ma anche una chiave di lettura autorevole su tendenze, evoluzioni e nuovi scenari.

La crescita del settore è stata discontinua ma costante. Dopo una fase iniziale dominata dalla riaffermazione del valore della meccanica pura, a partire dai primi anni Duemila si è assistito a una progressiva apertura verso un collezionismo più consapevole e sofisticato. Modelli una volta considerati di nicchia sono divenuti oggetti del desiderio globale, trainati anche da un nuovo pubblico più giovane, attento al valore degli asset alternativi e attratto dal linguaggio estetico di brand iconici come Rolex, Patek Philippe, Audemars Piguet e Richard Mille.

“All’inizio degli anni Duemila la clientela cercava l’orologio che rappresentasse uno status, oggi invece molti clienti vogliono conoscere la storia del modello, la referenza, la rarità del quadrante, i dettagli di produzione. Questo ha trasformato in parte anche il mio lavoro: vendere un orologio significa trasmettere cultura”, afferma Paolo Cattin.

L’avvento delle aste online, l’esplosione dei marketplace internazionali e l’uso massiccio dei social media hanno radicalmente modificato le regole del gioco. Il concetto stesso di “ricerca” è cambiato: oggi basta un clic per monitorare la disponibilità di un raro Daytona o di un Patek con calendario perpetuo in ogni angolo del pianeta. Ma ciò non ha ridotto il valore del rapporto umano e della consulenza esperta, anzi, lo ha reso ancora più necessario per distinguere tra hype momentaneo e investimento autentico.

“La digitalizzazione ha aumentato la quantità di informazioni disponibili, ma ha anche creato molta confusione. Il nostro compito è aiutare il cliente a orientarsi, a capire la differenza tra un esemplare realmente interessante e una moda passeggera. La reputazione, oggi, vale più della visibilità”, sottolinea Cattin.

Tra le trasformazioni più significative, anche una maggiore attenzione verso l’orologeria indipendente e artigianale. Alcuni di questi brand hanno conquistato una nicchia sempre più ampia di collezionisti esigenti, attratti dalla manifattura estrema e dalla filosofia che si cela dietro ogni calibro.

Al tempo stesso, il design ha assunto un ruolo centrale: orologi che un tempo sarebbero stati considerati “eccentrici” sono oggi visti come simboli di personalità e gusto. Anche l’uso dei materiali ha seguito un percorso evolutivo, con l’introduzione di casse in carbonio, ceramica ad alte prestazioni, zaffiri colorati e oro sabbiato.

L’impatto degli smartwatch sul settore è stato più marginale di quanto inizialmente temuto. Se è vero che Apple Watch ha cambiato le abitudini di milioni di utenti, è altrettanto vero che ha contribuito a educare nuove generazioni al concetto di “polso occupato”, creando una distinzione netta tra tecnologia funzionale e alta orologeria.

“L’Apple Watch ha fatto per l’orologeria ciò che le macchine digitali hanno fatto per la fotografia: ha separato l’uso quotidiano dall’esperienza artistica. Chi ama i tourbillon o i cronografi manuali non cerca un dispositivo smart, ma un’emozione meccanica”, spiega Cattin.

Oggi, il mercato è sempre più polarizzato: da una parte l’alta gamma con liste d’attesa, rivendite record e edizioni limitate che scompaiono in pochi minuti; dall’altra un’offerta entry-level spesso guidata da logiche industriali più aggressive. Nel mezzo, la capacità di selezionare, proporre e raccontare modelli che sappiano parlare al cuore e alla mente del collezionista. L’esperienza di Paolo Cattin, costruita in decenni di attività e di consulenze personalizzate, continua ad attrarre una clientela internazionale alla ricerca di autenticità, competenza e passione.

“Un orologio importante si riconosce a distanza, ma si capisce davvero solo da vicino. È lì che entra in gioco la competenza, ed è lì che nasce la relazione tra me e il cliente. Non vendo orologi: accompagno le persone in un viaggio nel tempo”, conclude Paolo Cattin.

A distanza di vent’anni, il mondo è cambiato, ma la voglia di indossare il tempo, e di possederne una piccola parte, resta immutata. E figure come Cattin continuano a custodirne il senso, un esemplare alla volta. https://paolocattin.ch/ 

C.S.

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