“Bene la revisione dei criteri, ma ora necessario aumentare le risorse. Il consigliere regionale del Pd Samuele Astuti commenta così la risoluzione approvata oggi all’unanimità in consiglio regionale che aggiorna i criteri per l’erogazione ai Comuni lombardi di contributi per il recupero dei beni confiscati alla criminalità organizzata”.
“In Lombardia - afferma Astuti - la presenza delle mafie è molto forte, come dimostrano le inquietanti inchieste degli ultimi anni, ed è significativo il numero dei beni confiscati. Sono ben 2600, soprattutto nelle province di Milano, Brescia e Monza e Brianza, di questi la metà sono stati assegnati a 220 Comuni, gli altri sono in attesa di recupero. Non assegnarli è un fallimento dello Stato. Se quei beni resteranno abbandonati passerà il messaggio tragicamente negativo ai cittadini, che, mentre la mafia teneva vivo un luogo, lo stato non sa farlo rinascere”.
“Oggi - continua Astuti - abbiamo chiesto di eliminare il limite di 150 mila euro destinati ad ogni progetto, una cifra irrisoria, spesso neppure sufficiente a far partire i lavori, e di aumentare la soglia del cofinanziamento, soprattutto per i piccoli comuni che, già in grave difficoltà finanziaria, non sono nelle condizioni di trovare fondi propri aggiuntivi. Due passi avanti positivi, che devono però essere concretizzati dalla giunta, che, da parte nostra, continueremo a sollecitare giorno per giorno”.
“Ma soprattutto - incalza Astuti - è necessario fare di più. Nel prossimo bilancio di assestamento bisognerà aumentare le risorse destinate ai beni confiscati che la Regione ha ridotto da due milioni e mezzo a 1 milione e 300 mila euro l’anno, una cifra irrisoria, la stessa del Piemonte, che ha metà del nostro bilancio e metà dei beni confiscati. Se la giunta vorrà assumersi questo impegno vorrà dire che sta facendo sul serio, in caso contrario si scoprirà che la lotta alla mafia non è priorità”.
“Altra questione - conclude Astuti - è la carenza di personale all’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata. La necessità è anche quella di potenziare gli organici e offrire al personale in servizio condizioni contrattuali migliori. Allo stato attuale è quasi impossibile garantire la piena funzionalità dell’ente, il che comporta un ulteriore rallentamento nelle procedure. Oltre che dalla Regione serve un maggiore impegno da parte del Governo nazionale”.