Le sue creazioni sono apprezzate da reali, celebrità dello spettacolo e personalità della cultura. Lavora per il cinema, è presidente della Calabria Film Commission e ha incontrato grandi della settima arte come Susan Sarandon e Oliver Stone, giusto per citare qualche “mostro sacro”. A chi gli chiede quali siano i suoi punti di riferimento risponde spaziando dalla letteratura al teatro, da Oscar Wilde a Franco Zeffirelli. Anton Giulio Grande, reduce dalla sfilata alla settimana della moda («È andata bene, lì arrivano ancora tutti e Milano assicura un’accoglienza all’altezza»), è approdato a Busto su invito dell’assessore Alessandro Albani. Con il titolare della delega allo Sviluppo economico, Matteo Sabba, i due hanno visitato Centrocot e Tessilidea. Un’occasione per scoprire le due realtà e approfondire la conoscenza di Busto.
«L’idea di questo tour – spiega Albani - è nata in amicizia, proprio in occasione della recente sfilata milanese. Tra i successi nella moda e l’impegno per il cinema, ho pensato che Anton Giulio Grande potesse trovare stimoli, motivi d’interesse in una città legata al tessile e casa del Baff. Ovviamente la speranza è che a questa visita seguano ulteriori contatti. Magari dei progetti».
Matteo Sabba: «Siamo orgogliosi di ospitare realtà prestigiose e di poterle presentare a personalità come Anton Giulio Grande, versatile, dalla grande cultura. La nostra missione è anche continuare a promuovere l'impresa ad attività che hanno fatto la storia e che continuano ad essere punti di riferimento per molti settori, moda inclusa».
«Qui il tessile è una questione di identità – le parole dello stilista – e parliamo di un settore indissolubilmente legato al mio, alla moda. L’Italia è ancora una potenza, in questi ambiti, ma, si sa, non come un tempo. Occorrerebbe molto di più, creatività ma anche capacità di tutelarla».
Poco prima di visitare il CentroCot, oltre 4mila metri quadri di laboratori da cui passano migliaia di tessuti diversi: «Le produzioni, servono quelle, un ritorno dell’orgoglio per il “made in Italy” a tutto tondo. Lo dice uno che ama il vero lino, la vera seta, che vuole sapere tutto dei materiali, da dove provengono, come sono stati fatti… Qui ho trovato due realtà vive, con una storia, da tenere d’occhio per tornare, magari per avviare collaborazioni».