Economia - 27 febbraio 2025, 10:42

Export varesino in forte difficoltà e i dazi di Trump: si preannuncia un 2025 difficile per l'economia provinciale

Analisi della Uil Lombardia sulle esportazioni: in provincia di Varese registrata una forte contrazione del 10% nel 2024 rispetto al 2023. Massafra: «Siamo molto preoccupati, bisogna intervenire immediatamente per evitare che la crisi diventi insostenibile»

(foto generica d'archivio)

Crescita moderata dell’export lombardo (+0,1% nel secondo trimestre e +1,4% nel terzo), ma con criticità che potrebbero aggravarsi nel 2025 a causa di nuove tensioni commerciali internazionali.

Questa la sintesi nei primi tre trimestri del 2024 evidenziata nello studio UIL Lombardia “Il commercio con l’estero in Lombardia”, elaborato su dati Unioncamere Lombardia – Osservatorio economico.

I dati che riguardano la provincia di Varese sono tutt'altro che rassicuranti: il calo delle esportazioni nel 2024 è stato costante: solo il primo trimestre ha fatto registrare un segno positiva (+0,3%), poi è iniziata la discesa con - 4,8% nel secondo, addirittura - 15,3% per un totale del 2024 del - 6,6%. La differenza con il 2023 è di - 10,4%. 

L'analisi evidenzia un andamento diversificato dell'export nelle diverse province lombarde. Milano si conferma la principale esportatrice, con un valore complessivo di 16,8 miliardi di euro, seguita da Brescia con 8,2 miliardi e Bergamo con 6,9 miliardi. Tuttavia, province come Varese e Lecco hanno subito una contrazione significativa, rispettivamente del -4,8% e -7,3% rispetto al 2023, a causa della crisi del settore metallurgico e della riduzione della domanda estera nei comparti manifatturieri.

Dai dati emerge che nei primi tre trimestri del 2024 il valore delle esportazioni lombarde ha raggiunto 40,3 miliardi di euro nel primo trimestre (-3,4% rispetto al 2023), 41,9 miliardi di euro nel secondo (+0,1%) e 38,8 miliardi di euro nel terzo (+1,4%). Tuttavia, il saldo commerciale regionale resta negativo a causa della crescita delle importazioni, trainata dall’aumento della domanda interna di beni tecnologici, materie prime e prodotti chimici.

Uno degli elementi più rilevanti dello studio riguarda l’export verso gli Stati Uniti, che ha registrato un valore di 5,8 miliardi di euro, con una crescita del 3,2% rispetto al 2023. I principali settori coinvolti sono macchinari e apparecchiature (2,1 miliardi di euro), prodotti chimici e farmaceutici (1,3 miliardi), automotive e mezzi di trasporto (0,9 miliardi), prodotti alimentari (0,8 miliardi) e computer ed elettronica (0,7 miliardi).

Salvatore Monteduro, Segretario UIL Lombardia, ha espresso forte preoccupazione per il futuro: «Se da un lato il 2024 mostra segnali di stabilità – sottolinea il segretario confederale Uil Lombardia Salvatore Monteduro – dall’altro il 2025 potrebbe essere fortemente penalizzato dalla guerra commerciale sui dazi doganali annunciata dal Presidente Trump. Le nostre imprese esportatrici, in particolare nei settori dei macchinari, dell’automotive e della chimica, rischiano di subire contraccolpi significativi. È essenziale che il Governo e l’Unione Europea adottino strategie di tutela. Una contrazione delle vendite all’estero impatta direttamente sul mercato del lavoro e sul sistema produttivo. Servono politiche di sostegno all’economia interna con investimenti mirati per la transizione industriale, incentivi all’innovazione e un potenziamento delle politiche attive per la riqualificazione dei lavoratori».

Secondo la UIL, Regione Lombardia, Governo e Unione Europea, con le imprese lombarde, per ridurre l’impatto di eventuali dazi doganali, dovrebbero puntare su un rafforzamento dell’Unione Europea come soggetto negoziatore, affinché possa difendere con maggiore incisività gli interessi delle imprese europee nei rapporti commerciali globali; definire una vera politica industriale europea, volta a sostenere la competitività delle imprese attraverso investimenti mirati, incentivi alla produzione e tutela dei settori strategici; diversificare i mercati di sbocco, aumentando le esportazioni verso Asia e Medio Oriente; concludere accordi commerciali a lungo termine con partner europei e asiatici per garantire stabilità alle filiere produttive; fare investimenti in innovazione e sostenibilità, per accrescere la competitività dei prodotti lombardi sui mercati globali; rafforzare la domanda interna, attraverso misure economiche che sostengano il consumo e la produzione nazionale.

«Non possiamo restare fermi ad aspettare il prossimo colpo della politica commerciale americana – conclude Monteduro – Serve un piano strategico per rendere il sistema industriale lombardo più resiliente e meno dipendente dalle sole esportazioni verso gli USA. Un’azione coordinata tra imprese, istituzioni e sindacati è oggi più necessaria che mai».

Secondo il Coordinatore UIL Varese, Antonio Massafra la situazione sul territorio rappresenta un dato molto preoccupante.

«La differenza che si riscontra nella nostra provincia ci preoccupa molto. A livello di produzione industriale siamo sempre stati considerati una provincia tra le più attive di tutta la Lombardia e il 10,4%% in meno nel dato dell’esportazione ci da la misura di come il rallentamento sia qualcosa su cui si deve intervenire immediatamente per evitare che la crisi diventi insostenibile. Non dimentichiamo il costo energetico che aumenta sempre più e i dazi che gli USA intendono mettere sull’Europa. Crediamo che diversi temi sul tavolo debbano essere approfonditi e condivisi per concretizzare una incisiva politica attiva per il lavoro rilanciando un Piano Industriale Europeo. La Lombardia deve osare nei confronti del Governo e dell’Europa. Mi auguro che si ascoltino le persone. Noi insistiamo sulla contrattazione di secondo livello (di sito, di filiera, di ambito) ancora oggi applicata in minima parte, al contrasto del lavoro povero e al precariato, attraverso un welfare aziendale che includa anche un sostegno all’abitare che sta mettendo in crisi il settore privato come quello pubblico, e senza il pubblico il privato non sta in piedi»

 

Redazione