Eventi - 26 febbraio 2025, 09:52

“Silenzio. Le sette vite di Diana Karenne” al Museo Interattivo del Cinema di Milano

Il romanzo racconta la vita di una grandissima ed affascinante diva del cinema muto degli anni Dieci-Venti del secolo scorso

Presso il MIC-Museo Interattivo del Cinema prosegue la mostra “Marcello Dudovich Unfinished – Cinema 1915-1933” (inaugurata il 23 novembre scorso, resterà attiva fino al 9 marzo prossimo) e mercoledì 26 febbraio (ore 18,30, ingresso libero con prenotazione obbligatoria) sarà impreziosita dalla presentazione del romanzo “Silenzio. Le sette vite di Diana Karenne” di Melania G. Mazzucco (Einaudi Spercoralli, 2024, p. 656, €. 24) che racconta la vita di una grandissima ed affascinante diva del cinema muto degli anni Dieci-Venti del secolo scorso. Diana è la protagonista de “Il fiacre”, un film le cui scene sono riprodotte nella mostra di Dudovich. Ad animare la serata la presenza della giornalista Daria Bignardi). Dopo l'incontro Cineteca Milano proietterà in esclusiva spezzoni inediti di Maria di Magdala (conosciuto anche come Redenzione) di Carmine Gallone, di cui Diana Karenne è stata protagonista e che è uno dei rari documenti video che ci sono rimasti di tutta la sua carriera. Si tratta della vita romanzata di Maria Maddalena (un titolo alternativo del film è, Redenzione), dalla giovinezza come cortigiana all’incontro con Gesù e alla conseguente conversione. In origine il film era scandito in tre “misteri”: Amor sacro, Amor profano e Visione della Morte e della Trasfigurazione.

Il racconto

Nelle sue molte vite, Diana Karenne (nata in Ucraina nel 1888) è stata qualsiasi cosa: straniera misteriosa, femme fatale, zingara, cantante, imprenditrice cinematografica, spia, suora strappata al convento, santa, contessa, regina, zarina. Prima che il tempo ne cancellasse ogni ricordo, fra il 1916 e il 1919 è stata soprattutto la più affascinante diva del cinema muto italiano. Scrive lei stessa i soggetti dei suoi film, inizia a dirigerli, diventando una delle prime registe cinematografiche della storia, e da un certo punto in poi li produce come imprenditrice. Irrequieta e sfuggente, Diana si destreggia fra aristocratici, diplomatici, produttori dalla fama di banditi, attori a caccia di conquiste, sempre inseguita dal sospetto di essere una spia. Si sposta da Roma a Torino, da Milano a Napoli e Genova. È ammirata dalle spettatrici, che vedono in lei un modello di libertà e indipendenza, e temuta dagli uomini per l’imprevedibilità e gli amori tempestosi. Nulla rivela del suo passato, in nessun luogo mette radici. Crede per prima alle bugie che racconta, fino a creare una realtà alternativa, e una donna nuova: Diana Karenne, appunto. Nel dopoguerra però l’industria del cinema italiano entra in crisi, e nel 1921 Diana si trasferisce a Parigi e poi a Berlino. Lì ci sono gli esuli dalla Russia bolscevica, e la sua origine la costringe a fare i conti con la sua identità. A differenza delle altre stelle del cinema muto, non è tanto il passaggio al sonoro a chiudere la sua carriera di attrice, quanto l’irresistibile desiderio di scomparire, di diventare ancora un’altra donna: la musa mistica e la compagna di un poeta russo a cui sacrificare la sua arte.

Melania G. Mazzucco

È autrice di Il bacio della Medusa (1996), La camera di Baltus (1998), Lei cosí amata (2000, Premio Napoli), Vita (2003, Premio Strega), Un giorno perfetto (2005), La lunga attesa dell’angelo (2008, Premio Bagutta). Nel gennaio 2011 riceve il Premio letterario Viareggio-Tobino come Autore dell’Anno, nel 2020 il Premio John Fante alla carriera e nel 2023 il Premio Matilde Serao alla carriera. Per Einaudi ha inoltre pubblicato: Limbo (2012, Premio Bottari Lattes Grinzane, Premio Elsa Morante, Premio Giacomo Matteotti); Il bassotto e la Regina (2012, Premio Frignano Ragazzi 2013); Sei come sei (2013); Il museo del mondo (2014); Io sono con te (2016, Libro dell’anno di Fahrenheit, Radio 3), L’architettrice (2019, Premio Capalbio, Premio Alassio, Premio Dessí, Premio Alvaro Bigiaretti, Premio Mastercard, Premio Stresa, Premio Io Donna - Eroine d’oggi, Premio Manzoni, Premio Righetto, Premio Silvia Dell’Orso), Self-Portrait (2022, Premio I fiori blu) e la pièce teatrale Dulhan - La sposa (2023). A Tintoretto, Melania Mazzucco ha de - dicato, oltre al romanzo La lunga attesa dell’angelo, il docufilm Tintoretto. Un ribelle a Venezia (2019), da lei ideato e scritto per Sky Arte, e Jacomo Tintoretto & i suoi figli. Storia di una famiglia veneziana (Einaudi 2023) che nella sua prima edizione del 2009 vinse il Premio Comisso.

La mostra di Dudovich

La visita al MIC in occasione della presentazione del libro di Melania Mazzucco sarà l’occasione, come detto, di visitare la mostra dedicata al Maestro Dudovich. Manifesti, bozzetti e disegni in mostra per scoprire uno dei lati più inediti e affascinanti del grande artista italiano e un programma speciale dedicato alla stagione più ricca del cinema muto, con sedici film con accompagnamento musicale. È un viaggio attraverso una preziosa selezione di manifesti e rarissimi bozzetti dell’era del cinema muto, diversi realizzati dal grande artista triestino di nascita e milanese di adozione, vissuto tra 1878 e 1962, noto soprattutto per essere stato uno dei più importanti cartellonisti e pubblicitari italiani del Novecento e un ottimo pittore.

26 febbraio 2025 – h. 18,30

Fondazione Cineteca Italiana Manifattura Tabacchi – Viale Fulvio Testi 121 – Milano

Prenotazione https://forms.gle/XwZYox3VqQaAx2CB9

Giuseppe De Carli